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EDUCARE ALL’ODIO - La scuola italiana alla vigilia delle leggi razziali del 1938

giornata della memoria

Lunedì 27 gennaio il "Valturio" in occasione della "giornata della memoria", ha organizzato un incontro per gli studenti delle classi quinte sul tema "Le leggi razziali nel mondo della scuola" con il prof. Andrea Montemaggi e con Giovanni Luisé, esperto di storia e proprietario di una libreria di antiquariato nella nostra città. Gradito ospite è stato l'Ispettore prof. Gabriele Boselli, pedagogista di fama e membro del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.
Dopo una breve presentazione iconografica della figura di Benito Mussolini e della caratteristiche antidemocratiche e violente del fascismo, il prof. Montemaggi ha posto in luce il progressivo antisemitismo del regime che portò all'introduzione anche giuridica del razzismo in Italia.
Si è poi posto in luce il fatto che il primo ambiente di applicazione di questa odiosa ideologia fu proprio l'istituzione scolastica. Da un giorno all'altro, nelle classi di ogni scuola di ordine e grado, alcuni banchi rimasero vuoti: erano quelli degli studenti "non ariani" che non potevano più frequentare le lezioni, allontanati per sempre dalle scuole statali. Stessa sorte sarebbe toccata agli insegnanti "impuri": licenziati in tronco!
E per tutti gli altri che rimanevano a scuola continuava una sistematica "educazione" all'odio: infatti "le leggi razziali" furono precedute da più Circolari ministeriali in cui il furore antisemita veniva alimentato con metodologie didattiche estremamente raffinate, tipologicamente coerenti con l'età degli alunni a cui si insegnava e trasversali ad ogni materia curriculare
Il sig. Luisè ha mostrato documenti e materiale didattico in suo possesso a testimonianza dei deteriori insegnamenti imposti e delle conseguenze che queste norme avevano nella vita quotidiana di milioni di persone.
Sono state proiettate commoventi interviste ad alunni ebrei che, con efficacia, hanno descritto le progressive difficoltà, non soltanto materiali, a cui erano sottoposti, come il divieto di partecipare ad ogni tipo di attività sociale o culturale e l'esclusione da un gran numero di professioni che li relegava nella più profonda emarginazione.
Pur riscontrando una generale indifferenza sul problema delle discriminazioni razziali da parte di un'opinione pubblica addomesticata dal regime, Luisè ha voluto evidenziare che ci furono Italiani “giusti” che seppero ribellarsi a ordini inumani, salvando vite anche a rischio della propria.
Purtroppo le discriminazioni degli ebrei e gli elenchi redatti dalle autorità fasciste consentirono dal 1943 ai tedeschi la deportazione di massa nei lager: seguendo il giudizio di Piero Caleffi che "ne fossero stati coscienti o no, i fascisti erano stati gli anticipatori del campo di sterminio", i relatori hanno sostenuto che l'introduzione delle leggi razziali sia stata la "genesi della Shoah".
L'Ispettore Boselli, dopo aver riflettuto sul valore della memoria e sulla malvagità del razzismo, ha sottolineato l'importanza della “scuola di pace” per un'educazione che combatta i peggiori istinti che spesso purtroppo albergano nell'uomo. Egli ha anche ribadito che con la fine del nazismo e delle sue atrocità si è assistito alla sconfitta del male assoluto; ciò ci deve rendere fiduciosi sulla prevalenza del bene, in quanto, ha ricordato, nihil violentum durabile, bonum permanet, malum transit, la violenza non può durare a lungo, il bene resta mentre il male passa.
Queste parole sono state particolarmente gradite ai giovani studenti che si affacciano ad un mondo così complesso e carico di problemi.
Il “Valturio” ha così voluto riaffermare il valore della scuola di oggi, con la sua vocazione multiculturale e multietnica, che apprezza le diversità ed educa all'integrazione e alla pacifica convivenza.
giornata della memoria

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