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RAFFAELLO FABBRI: quando le storie incantano (o l'incanto della Storia)

ondimar

Ancora prima del titolo così armonioso, “Ondimar- Il canto del mare”, mi ha stregato l'idea di ciò che sottende: il mistero del mare, vita e morte, speranza e disperazione, luce e abisso, insomma metafora dell'esistenza.
D'altra parte l'ippocampo della copertina incarna proprio questa suggestione di misteriose opposizioni: una figurina delicata, profilata sull'azzurro, che pare reale e invece non è che un ciondolo sinuoso e vagamente ammiccante.

L'autore ha costruito una storia intessuta di tante vite, sullo sfondo della grande Storia che segna il passaggio tra '800 e '900, immergendoci nelle voci, nelle speranze e nell'eroico quotidiano dei personaggi.

E' proprio il canto del mare quello che si avverte tra le pagine del libro, non solo eco di sirene ammalianti, ma di passioni forti e di altrettanto forti fragilità.
E' l'odore salmastro della malinconia senile e quello inebriante delle illusioni della giovinezza; è l'odore della violenza e della rinascita; è la ruvida bellezza della città antica, della lotta per un ideale, per un amore, per un attimo di gloria...
Un'umanità intensa, autentica, sconcertante a volte, a volte commovente.

Il lettore è condotto per mano attraverso le emozioni dei protagonisti, tanti e diversi, fino a cavalcare le onde dell'esistenza di ciascuno di essi: è l' incontro con una Rimini che non esiste più ma che non si dimentica, fatta di passioni, di speranze, di solidarietà; una vitalità indistruttibile nonostante la guerra, le ingiustizie, il destino avverso.

Raffaello Fabbri scrive con uno stile denso e coinvolgente: un distillato di passione e poesia, di mito e di storia, un implicito e forse inconsapevole invito a conoscere o a riconoscere la nostra Rimini dolceamara.

Paola Papini

La presentazione avverrà il 30 maggio alle 17,00 presso l'aula magna dell'Istituto

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