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Regolamento di Istituto

La condotta degli insegnanti, degli alunni e dei genitori deve uniformarsi a principi fondamentali atti a garantire funzionalità all'istituzione scolastica, intesa quale "comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, uniformata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte la sue dimensioni".

Il regolamento del nostro Istituto viene delineato a tale scopo in conformità al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 (Regolamento recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria), integrato dal D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007, al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) e al DPR 275/99.

  1. ORARIO DELLE LEZIONI, ASSENZE, RITARDI E USCITE ANTICIPATE

  2. REGOLAMENTO DISCIPLINARE: NORME DI COMPORTAMENTO DEGLI ALUNNI E PROVVEDIMENTI

  3. ORGANO DI GARANZIA INTERNO ALLA SCUOLA

  4. DIRITTO DEGLI STUDENTI DI RIUNIONE, DI ASSEMBLEA, DI ASSOCIAZIONE E DI PARTECIPAZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE

  5. CRITERI GENERALI ADOTTATI PER I VIAGGI DI ISTRUZIONE/STUDIO/LAVORO

  6. REGOLAMENTO SUL DIVIETO DI FUMO NEGLI EDIFICI SCOLASTICI

  7. REGOLAMENTO PER LA STIPULA DEI CONTRATTI DI SPONSORIZZAZIONE DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA

  8. REGOLAMENTO COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO


1.ORARIO DELLE LEZIONI, ASSENZE, RITARDI E USCITE ANTICIPATE

Tutti gli studenti sono tenuti a rispettare scrupolosamente l'orario che verrà loro comunicato.

Il rispetto di tale norma, unito alla necessità di evitare uscite anticipate e ritardi, alla frequenza regolare delle lezioni, all’attiva partecipazione al dialogo educativo, oltre a costituire esigenza primaria per la vita della comunità scolastica, si configura altresì come elemento indispensabile per delineare la valutazione finale degli studenti.

REGOLAMENTAZIONE ENTRATE E USCITE DEGLI ALUNNI DALL’ISTITUTO

L’ingresso degli studenti nelle aule scolastiche è consentito 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni sotto la sorveglianza dei docenti in servizio alla prima ora.

Pertanto

i Docenti della prima ora dovranno essere presenti nelle aule al suono della prima campanella.
Gli Studenti, opportunamente vigilati da almeno tre collaboratori scolastici in servizio, potranno accedere all’edificio scolastico, sostando solo al piano terra, non prima delle ore 7:35, per nessun motivo è consentito l’accesso alle aule, ai piani superiori o ai laboratori ne’ sostare nelle aree di pertinenza;
I Collaboratori Scolastici di turno vigileranno affinché il presente regolamento sia rispettato e segnaleranno al Dirigente ogni caso d’inosservanza, per l’attuazione di eventuali provvedimenti disciplinari.

Riguardo all’uscita, non è consentita, per nessun motivo, la permanenza nelle aule o nei laboratori dopo il suono dell’ultima campanella.

Qualora gli studenti fossero impegnati in attività pomeridiane autorizzate, è consentita l’attesa davanti alla portineria della scuola al piano terra, ove il collaboratore scolastico in servizio provvederà alla vigilanza.

In caso di proclamazione di sciopero del personale Docente/Ata l’accesso degli alunni all’edificio potrà avvenire solo al suono della seconda campanella, per permettere la verifica della presenza/assenza del personale.

I RITARDI e le USCITE ANTICIPATE hanno sempre il carattere di eccezionalità e devono essere autorizzati dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato. Particolare cura si avrà nell'evitare che questi siano mirati a sottrarsi alle verifiche o alla frequenza di ben precise materie, ove siano richiesti con sospetta regolarità negli stessi giorni e ore di lezione. Anche su segnalazione di un docente o del coordinatore di classe, il Dirigente Scolastico provvederà ad informare la famiglia e ad adottare le misure del caso.

Entrate in ritardo

- Ritardi entro la prima ora – Il docente ha facoltà di ammettere in classe con obbligo per lo studente di giustificare il ritardo.

- Ritardi superiori alla prima ora - Sono consentiti dalla dirigenza o da un suo delegato, non oltre la seconda ora, soltanto in casi eccezionali certificati e devono comunque essere validamente motivati sul libretto.

Uscite anticipate

Sono autorizzate dalla dirigenza o da un suo delegato. Non possono mai avvenire prima dell’inizio dell’ultima ora, tranne che per casi eccezionali documentati con certificato medico o con altro di pari valore. Per i minorenni sono richiesti la presenza di un genitore (o di un familiare maggiorenne munito di apposita delega e di documento di identità) e la richiesta di uscita anticipata sul libretto. Il docente in orario completerà e tratterrà il modulo portato dal collaboratore scolastico debitamente firmato dal genitore o familiare, controfirmandolo per autorizzare l’uscita e annoterà sul registro di classe l’ora esatta della medesima.
Per gli studenti maggiorenni l’uscita anticipata è consentita solo durante il cambio dell’ultima ora previa richiesta effettuata personalmente dallo studente con le formalità sopra indicate.

I ritardi o le uscite anticipate la cui validità sia estesa a tutto l'anno scolastico devono essere autorizzate dalla dirigenza dietro richiesta scritta dei genitori o di chi ne fa le veci e annotate sul registro di classe.
Nel caso di impossibilità di sostituzione di un docente assente, le classi potranno uscire prima dell’ultima ora o entrare dopo la prima ora di lezione, previa comunicazione ufficiale della dirigenza. Tale comunicazione, che sarà effettuata almeno un giorno prima per le uscite anticipate e almeno due giorni prima per le entrate posticipate, dovrà essere controfirmata dal genitore o da chi ne fa le veci e lo studente provvederà alla riconsegna in classe. Tutti gli studenti sprovvisti di autorizzazione rimarranno a scuola e sosteranno davanti alla portineria vigilati dai collaboratori scolastici presenti.

GIUSTIFICAZIONE ASSENZE

Le assenze vanno giustificate il giorno del rientro a scuola e comunque entro 48 ore dal rientro. In caso contrario lo studente può non essere ammesso a scuola.

La proclamazione di uno sciopero da parte del personale docente e/o non docente non costituisce motivo atto a giustificare l'assenza da parte degli allievi. Il Dirigente Scolastico è tenuto a dare avviso alle famiglie della suddetta proclamazione di sciopero nei modi e nei tempi previsti dalla legislazione vigente.

IL LIBRETTO DELLE ASSENZE

È l'unico documento valido per giustificare assenze, ritardi e uscite anticipate e per la riammissione in classe.

Sarà cura dello studente tenere in ordine tale documento e regolarizzare la sua posizione in Presidenza in caso di irregolarità o di perdita dello stesso.

La Segreteria alunni consegna il libretto ai genitori (o a chi ne fa le veci) degli allievi minorenni. Al genitore che ha depositato la firma spetterà attestare ogni atto relativo. Gli alunni maggiorenni gestiscono personalmente il libretto.

Il docente della prima ora di lezione è delegato al controllo della regolarità del libretto e a prendere visione delle giustificazioni, avendo particolare cura di valutare l'adeguatezza delle motivazioni. In caso di irregolarità decide la non riammissione, provvedendo ad informare immediatamente il Dirigente Scolastico, il quale può disporre l'eventuale convocazione dei genitori.

L'avvenuta giustificazione è comprovata dalla firma del suddetto docente nello spazio del libretto a ciò deputato e dalla annotazione sul registro di classe.

Sullo stesso registro verrà altresì segnalata la mancata giustificazione, fin quando le formalità non saranno espletate.

Qualora un alunno si allontani arbitrariamente dalle lezioni, l'insegnante dell'ora annota sul registro di classe l'assenza e provvede a segnalarla al Dirigente Scolastico, il quale, ascoltato l'allievo, decide i provvedimenti del caso, ne informa la famiglia e può subordinare la riammissione alle lezioni del giorno dopo all'accompagnamento da parte dei genitori.

I genitori possono controllare le assenze "via Internet” attraverso il sito dell’Istituto www.valturio.it, mediante password e identificativo personali forniti all’inizio dell’anno scolastico dalla segreteria alunni.

LE ASSENZE COLLETTIVE sono sempre ingiustificate e assumono il carattere della gravità, poiché annullano la funzione stessa dell'istituzione scolastica e interrompono la possibilità del dialogo educativo. Di queste deve sempre essere data adeguata informazione alle famiglie, con il mezzo ritenuto idoneo nei tempi e nei modi. Stesso carattere di gravità verrà attribuito all'allontanamento, anche individuale, da parte degli alunni che liberamente avranno optato per la partecipazione all'assemblea degli studenti.

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2. REGOLAMENTO DISCIPLINARE: NORME DI COMPORTAMENTO DEGLI ALUNNI E PROVVEDIMENTI

A norma del presente regolamento, visto il D.P.R. n. 249 del 24 giugno 1998 e relative modifiche apportate dal D.P.R n.235 del 21 novembre 2007, nonché l'art. 328, commi 2 e 4 dei D.L. n. 297 del 16 aprile 1994, configurano mancanze disciplinari da parte degli studenti i seguenti comportamenti:

A. non frequentare regolarmente i corsi, non assolvere assiduamente gli impegni di studio, fare ritardi e assenze ingiustificate;

B. assumere atteggiamenti che disturbino il regolare svolgimento delle lezioni o il reiterarsi di comportamenti scorretti; l’uso del cellulare, o anche solo il tenerlo acceso senza utilizzarlo, si considera comportamento assolutamente scorretto;

C. non avere la giusta cura dell'ambiente scolastico, in particolare non rispettando le norme di decoro e di igiene;

D. non utilizzare correttamente le strutture, i macchinari, i sussidi didattici o comunque arrecare danni al patrimonio della scuola;

E. non osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza ricevute;

F. recare offesa al decoro personale, alla morale, alla religione, alle istituzioni, assumendo così un comportamento atto a turbare la vita della scuola intesa come comunità volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni;

G. recare offesa al Capo d'Istituto, ai docenti, ad altro personale della scuola o ai propri compagni, anche mediante opinioni non correttamente espresse o lesive dell’altrui personalità;

H. commettere reato;

I. commettere reati di particolare gravità, perseguibili d'ufficio o per i quali l'autorità giudiziaria abbia avviato procedimento penale, avvisaglia di pericolo per l'incolumità delle persone.

Sulla base di quanto sopra precisato, il Regolamento d’Istituto evidenzia le seguenti mancanze disciplinari correlate alle rispettive sanzioni, ed individua gli organi competenti a comminare le sanzioni stesse.

Sanzioni diverse dall'allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica
sanzioni
Sanzioni che comportano l'allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo inferiore ai 15 giorni.
sanzioni
N.B. L'allontanamento temporaneo dello studente può essere accompagnato o, in alternativa, sostituito da consegne specifiche con relativa verifica, da lavori socialmente utili, anche eventualmente dal ricorso ad un servizio di consulenza psicologica concordato con la famiglia.

Sanzioni che comportano l'allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo superiore ai 15 giorni.
sanzioni
N. B. Accanto ai provvedimenti previsti, il Consiglio di Istituto può valutare l’opportunità di intervenire con altre modalità:

- assegnare compiti socialmente utili;
- avvalersi della consulenza psicologica (previo accordo con la famiglia);
- usufruire di tutto ciò che riterrà adeguato alla responsabilizzazione dello studente.

Resta implicito che per qualsiasi altro reato non previsto in tabella si può provvedere con una sanzione congrua alla gravità e con un’eventuale denuncia alle autorità competenti.

Qualora ci si imbatta nell’assunzione di sostanze stupefacenti da parte di uno studente, si tenderà a trovare soluzioni pertinenti di aiuto e sostegno, previo avviso alla famiglia. Si valuterà di volta in volta la gravità della situazione e il tipo di intervento da effettuare.

IN CASI PIÙ GRAVI RISPETTO A QUELLI GIÀ INDICATI NELL’ULTIMA TABELLA, IL CONSIGLIO DI ISTITUTO PUÒ DISPORRE L’ESCLUSIONE DELLO STUDENTE DALLO SCRUTINIO FINALE O LA NON AMMISSIONE ALL’ESAME DI STATO CONCLUSIVO DEL CORSO DI STUDI.

LA SOSPENSIONE INFLUENZERÀ GRAVEMENTE IL VOTO DI CONDOTTA (decreto legge 1° settembre 2008 - n.137 convertito in legge 30 ottobre 2008 – n.169).

La sanzione disciplinare sarà accompagnata dalle motivazioni che hanno reso necessaria l’erogazione della stessa (art. 3 L. 241/1990). Il rigore motivazionale sarà proporzionale alla gravità della sanzione stessa.

Le sanzioni disciplinari, al pari delle altre informazioni relative alla carriera dello studente, verranno inserite nel suo fascicolo personale e, come quest’ultimo, seguiranno lo studente in occasione del trasferimento da una scuola ad un’altra o del passaggio da un grado all’altro di scuola (salvo casi particolari - vedi D.Lgs. n. 196 del 2003 e del DM 306/2007).

Si sottolinea, inoltre, che il cambiamento di scuola non pone fine ad un procedimento disciplinare iniziato, il quale segue il suo iter fino alla conclusione.

Contro le sanzioni disciplinari anzidette è ammesso ricorso da parte di chiunque vi abbia interesse (genitori, studenti), entro quindici giorni dalla comunicazione, all’Organo di Garanzia interno alla scuola. L’Organo di Garanzia dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni. Qualora l’Organo di Garanzia non decida entro tale termine, la sanzione non potrà che ritenersi confermata.

L'adeguato profitto e la buona condotta precedente possono costituire circostanza attenuante. Il carattere collettivo delle mancanze disciplinari può, invece, costituire circostanza aggravante. Qualora uno studente venga allontanato dalla scuola, il Consiglio di classe nomina un responsabile, non necessariamente appartenente alla stesso organo, incaricato di tenere, per quanto è possibile, i rapporti con l'alunno e la sua famiglia e di preparare il rientro di questi nella comunità scolastica. Detto responsabile presenterà al Consiglio di classe una breve relazione scritta.

Nei casi in cui non sia possibile individuare con certezza il/i responsabile/i di atti di vandalismo, furti o danneggiamenti ai danni del patrimonio della scuola o di beni privati, comunque imputabili a persone della comunità scolastica, il risarcimento verrà richiesto all'intera scolaresca di classe o di Istituto.

Anche al fine della migliore individuazione dei comportamenti che costituiscono mancanza disciplinare, non sarà inopportuno ricordare agli studenti, agli insegnanti e ai membri tutti della comunità scolastica ,alcune norme di comportamento che si aggiungono al già menzionato rispetto degli orari:

- occorre aspettare il tempo previsto per la ricreazione e limitare a questo l'accesso al servizio di ristorazione interna;
- durante il cambio d'ora gli alunni devono permanere nella classe, in attesa dell'arrivo dell'insegnante, tenendo un comportamento corretto ed evitando rumori che disturbino lo svolgimento dell'attività didattica delle classi vicine;

gli alunni possono uscire dall'aula uno alla volta per seri motivi;

- non è consentito durante l'intero arco dell'orario scolastico accedere agli spazi esterni oltre i recinti dell'Istituto;
- è assolutamente vietato fumare negli spazi interni ed esterni dell’Istituto; nei laboratori è fatto assoluto divieto di mangiare e bere;
- sarà cura dei rappresentanti di classe chiudere la propria aula a chiave quando gli alunni siano impegnati in altri luoghi e segnalare in dirigenza eventuali danni ai banchi o all'aula;
- biciclette e motorini devono essere parcheggiati nelle rastrelliere e negli appositi spazi all'interno dell'area della scuola. Poiché questa non è sorvegliata, si deve aver cura di chiudere con mezzi di sicurezza biciclette e motorini. Non si deve entrare dall'ingresso del Liceo su via Colonna, se non a piedi. Gli studenti che usano le biciclette o i motorini devono entrare solo da via Deledda o da piazzale Fada;
- la Biblioteca scolastica è aperta dal lunedì al sabato secondo l’orario affisso sulla porta d’ingresso della stessa;

tutti i docenti sono tenuti a richiamare gli studenti che non indossano abbigliamento decoroso;

- è vietato durante le ore di lezione l'uso dei cellulari e deve essere limitato ai casi di necessità l'accesso al telefono pubblico;
- è assolutamente vietato durante le uscite didattiche allontanarsi senza l’autorizzazione degli accompagnatori del gruppo, consumare alcolici e/o sostanze non consentite dalla legge.

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3. ORGANO DI GARANZIA INTERNO ALLA SCUOLA

L'Organo di Garanzia interno alla scuola, previsto dall'art. 5, commi 2 e 3, dei D.P.R. 249/98 è così composto:

- il Dirigente Scolastico, che svolge le funzioni di presidente;
- un rappresentante del corpo insegnante scelto dal Consiglio d’Istituto;
- uno studente scelto fra i loro rappresentanti in Consiglio di Istituto;
- un genitore scelto fra i loro rappresentanti in Consiglio di Istituto;

I membri durano in carica un anno e per ognuno è nominato un supplente. Nella sua prima riunione l'organo elegge al suo interno un Vicepresidente e un segretario. Il Presidente provvede alla sua convocazione entro cinque giorni dal ricevimento del ricorso scritto e fornisce all’Organo di Garanzia tutti gli elementi utili alla valutazione del caso. Se lo si ritiene necessario, possono essere sentite direttamente le persone interessate, anche su loro richiesta. Non è ammessa astensione durante la votazione e in caso di parità prevale il parere del Presidente.

Delle decisioni adottate e delle relative motivazioni verrà data tempestiva comunicazione scritta alle parti interessate.

Qualora un membro dell’Organo di Garanzia abbia parte diretta e rilevante in merito al ricorso presentato a norma dell'art. 5, comma 2 del D.P.R. 249/98, non può ovviamente in alcun modo prendere parte ai lavori della commissione per i tempi necessari al raggiungimento del giudizio; tale disposizione non si applica al Presidente.

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4. DIRITTO DEGLI STUDENTI DI RIUNIONE, DI ASSEMBLEA, DI ASSOCIAZIONE E DI PARTECIPAZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE

All'inizio dell'anno scolastico gli studenti vengono informati sulle norme che regolano la vita della scuola e ricevono dal coordinatore di classe la programmazione relativa a tutte le discipline di studio, comprensiva dei tempi di attuazione, degli obiettivi didattici e dei criteri di valutazione.

Lo stesso coordinatore raccoglie eventuali proposte e osservazioni in merito fatte dagli studenti e ne informa il consiglio di classe. Nel mese di aprile/maggio i docenti delle varie discipline informano le classi circa le adozioni dei libri di testo e l'uso del materiale didattico previsto per l'anno successivo, onde raccogliere le indicazioni degli studenti da portare nelle riunioni per materia e in Collegio docenti.

Gli studenti possono richiedere al Dirigente Scolastico la convocazione di assemblee di classe, o di Istituto, comunicando data e ordine dei lavori con almeno tre giorni di anticipo nel primo caso e cinque giorni nell’altro. La richiesta di assemblea di classe deve essere controfirmata dai docenti interessati per presa visione. Si seguirà un criterio di alternanza fra le varie discipline, anche in considerazione del diverso monte ore.

La richiesta di convocazione dell'assemblea generale deve essere sottoscritta dalla maggioranza del comitato studentesco, ovvero dal 10% degli studenti dell'Istituto, e non può avere luogo negli ultimi 30 giorni dell'anno scolastico. Nel richiedere l'assemblea si eviterà che questa cada sempre nello stesso giorno della settimana o nelle stesse ore. Le ore da dedicare all'assemblea generale devono essere utilizzate per dibattere problemi che contribuiscano alla crescita culturale e civile degli studenti o per organizzare incontri, cineforum, seminari di studio. La partecipazione di esperti esterni alle assemblee deve essere approvata dal Consiglio di Istituto. A tale scopo sarà bene che i rappresentanti degli studenti preparino entro il mese di novembre una programmazione del piano delle assemblee annuali contenente la data di convocazione e gli argomenti trattati.
I rappresentanti di classe garantiscono l'ordinato svolgimento dell'assemblea e sono responsabili del comportamento delle rispettive classi.

All’assemblea d'Istituto assiste il Dirigente Scolastico o un suo delegato ed eventualmente i docenti interessati. Il Dirigente Scolastico, o chi per lui, decide lo scioglimento dell'assemblea, constatata l'impossibilità del suo regolare svolgimento o in caso di violazione del regolamento.

A nessuno è consentito strumentalizzare tale autonomo spazio della vita scolastica degli studenti per fini di propaganda personale. Gli interventi dei docenti in assemblea, tesi ad illustrare eventuali iniziative connesse alla vita della scuola, dovranno essere concordati con i rappresentanti degli studenti e con il Dirigente Scolastico.

Gli studenti che non intendono partecipare alle assemblee restano in classe con i docenti dell'ora per svolgere attività di ripasso o di recupero.

Gli studenti e gli ex studenti possono costituire associazioni all'interno della scuola redigendo un breve statuto in cui siano precisate finalità e metodi delle stesse. Tali statuti con l'elenco degli aderenti verranno depositati in segreteria alunni. Ogni anno, entro novembre, le suddette associazioni dovranno programmare un calendario delle iniziative che intendono attuare. L'aula “Montevecchi” verrà prioritariamente destinata alle suddette attività. Per potere utilizzare questo o altri spazi dell'Istituto è comunque necessario presentare richiesta al Dirigente Scolastico con almeno tre giorni di anticipo.

Dietro autorizzazione del Dirigente Scolastico, gli studenti possono esporre, in appositi spazi, comunicazioni e giornali murali. Non sono ammesse affissioni anonime. Non è applicabile censura sulle idee liberamente e correttamente espresse. Il Dirigente Scolastico può ordinare la rimozione delle affissioni.

All'esterno dei cancelli dell'Istituto è consentita la distribuzione, a cura degli studenti, di volantini, purché conformi alle norme in vigore sulla stampa.

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5. CRITERI GENERALI ADOTTATI PER I VIAGGI DI ISTRUZIONE/STUDIO/LAVORO

I viaggi di istruzione/studio/lavoro vanno organizzati sulla base dei criteri di seguito elencati:

- individuazione di precise finalità didattiche; partecipazione di almeno l’80% della classe; durata di:
1 giorno per le classi I e II (max. 2 giorni in un anno senza pernottamento);
2 giorni per le classi III (singoli o con pernottamento);
3 giorni per le classi IV (singoli o con pernottamento);
fino a 6 giorni con 5 pernottamenti per le classi V (possibilmente con 1 giorno festivo compreso) in Italia o all’estero;

- delibera del Consiglio di Classe circa l’autorizzazione del viaggio e relative finalità didattiche; n.1 accompagnatore ogni n.15 alunni più una riserva sul totale;

- assenso scritto dei genitori;

- n.5 preventivi per viaggio, con programma analitico giornaliero delle visite; indicazione di scelta del preventivo operata dalla classe interessata;

- versamento della spesa totale sul c/c bancario della scuola; copertura assicurativa dei partecipanti.

Eventuali variazioni in merito alla durata dei viaggi possono di volta in volta essere autorizzate dal Dirigente Scolastico qualora al vaglio tali richieste siano considerate valide e congrue; o negate qualora non lo siano.

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6. REGOLAMENTO SUL DIVIETO DI FUMO NEGLI EDIFICI SCOLASTICI

(Approvato dal Consiglio di Istituto con delibera n. 17/2013 del 6/12/2013)

Art. 1 Riferimenti normativi

1. Il presente regolamento è emanato ai sensi della normativa vigente e in particolare a:

- Art. 32 della Costituzione che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo;
- Legge 11 novembre 1975, n. 584;
- C.M. 05.10.1976, n. 69;
- Legge 689/1981;
- D.P.C.M. 14.12.1995;
- D. L.vo 30.12.1999, n. 507;
- Legge 28.12.2001, n. 448;
- Legge 16.01.2003, n. 3;
- Legge 31.10.2003, n. 306;
- Atti di Intesa Stato Regioni in materia di divieto di fumo del 21.12.95, 24.07.03, 16.12.04;
- Legge 30.12.2004, n. 311;
- Circolare n. 2/SAN 2005 del 14.01.2005;
- Circolare n. 3/SAN 2005 del 25.01.2005;
- Legge Finanziaria 2005;
- D. L.vo 09.04.2008, n. 81;
- D.L. del 01.02.2001, n. 44;
- D. L.vo 30.03.2001, 165;
- C.C.N.L. del 29.11.2007 – Comparto Scuola;
- O.M. del Ministero della Salute del 28 settembre 2012;
- O.M. del Ministero della Salute del 26 giugno 2013;
- D. L. del 12/09/2013, n. 104;
- Legge 8/11/2013, n. 128.

Art. 2 - Finalità

Il presente Regolamento è redatto secondo una prospettiva educativa e di crescita della comunità scolastica in base a valori e principi condivisi. Esso persegue le seguenti finalità:

a) far rispettare il divieto di fumo, stabilito dalle norme vigenti (Legge 11 novembre 1975 n.584 e successive modifiche, Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 dicembre 1995), in tutti i locali, nelle strutture e in ogni sede di articolazione organizzativa;
b) tutelare la salute degli alunni, del personale e di tutti gli utenti dell'Istituzione Scolastica;
c) prevenire l’abitudine al fumo;
d) garantire un ambiente salubre, conformemente alle norme vigenti di sicurezza sul lavoro;
e) fare della scuola un ambiente “sano”, basato sul rispetto della persona e della legalità e che faciliti nelle persone scelte consapevoli orientate alla salute propria ed altrui;
f) promuovere attività educative sul tema, di carattere informativo e formativo, nell’ambito delle azioni e delle strategie di Educazione alla salute progettate nel Piano dell’Offerta Formativa;
g) dare visibilità alle azioni promosse nell’ambito del POF, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori della comunità scolastica.

Art. 3 Destinatari

Il presente Regolamento è diretto a tutto il personale dell’Istituto, agli allievi e a quanti dovessero trovarsi, anche occasionalmente, all’interno dei locali e delle pertinenze esterne della scuola. Deve essere altresì attuata dai concessionari di servizi a favore dell’Istituto e dai soggetti che utilizzano, a qualunque titolo, gli immobili di proprietà dell’Istituzione scolastica.

Art. 4 Divieto di fumo

1. È stabilito il divieto di fumo in tutti gli spazi interni ed esterni dell'istituto.
2. Negli atri e nei corridoi, nella palestra, negli spazi esterni di cui al comma precedente, sono apposti cartelli con l'indicazione del divieto di fumo, dei riferimenti normativi, delle sanzioni applicabili, nonché l'indicazione del personale incaricato di vigilare sul rispetto delle norme vigenti e di quanto stabilito dal presente Regolamento.
3. Il divieto riguarda anche le sigarette elettroniche.

Art. 5 Soggetti preposti al controllo dell’applicazione del divieto di fumo

1. I responsabili preposti all'applicazione del divieto nella scuola (art. 4, c. 1 del D.P.C.M. 14/12/1995), sono individuati, con determinazione del Dirigente scolastico (allegato A), all’inizio di ogni anno. Essi restano in carica per l’intero anno scolastico e, in caso di mancata designazione, rimangono invariati i responsabili nominati nell’anno precedente.
2. In assenza dei responsabili preposti, la vigilanza, la contestazione delle infrazioni e la verbalizzazione sono compiute dal Dirigente Scolastico o dai Collaboratori.
3. È compito dei responsabili preposti:

  • vigilare sulla corretta apposizione dei cartelli informativi;
  • vigilare sull'osservanza del divieto, procedere alla contestazione delle infrazioni e verbalizzarle.

4. L’incaricato a svolgere le funzioni e i compiti di cui sopra non può, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione (in tal caso la motivazione dovrà essere comunicata per iscritto).
5. Il personale incaricato di funzione di vigilanza sull’applicazione del divieto di fumo deve essere munito di apposita determinazione la quale deve essere esibita in caso di contestazione immediata delle infrazioni al divieto di fumo, qualora il trasgressore sia persona non a conoscenza delle relative funzioni, unitamente a valido documento di riconoscimento e comunque sempre a richiesta del trasgressore stesso.
6. In presenza di eventuali difficoltà nell’applicazione delle norme antifumo, il Dirigente Scolastico può chiedere la collaborazione del Nucleo Antisofisticazione Sanità dei Carabinieri e delle altre autorità preposte all’osservanza del divieto.
7. In ogni caso tutto il personale della scuola è tenuto a vigilare e a segnalare le eventuali infrazioni al Dirigente scolastico.

Art. 6 Sanzioni

1. Così come stabilito dall'art. 7 Legge 584/1975 e successive modifiche, i trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 27,50 a € 275,00. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni.
2. Ai trasgressori del divieto di fumo sarà applicata la sanzione minima di € 27,50 (o € 55 quando la violazione è commessa in presenza di donne in gravidanza o bambini fino ai dodici anni) se il pagamento avverrà entro i 15 giorni dall’infrazione altrimenti, a norma dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è applicata la sanzione di € 55,00 (somma più favorevole fra il doppio del minimo e 1/3 del massimo) o € 110,00 nelle aggravanti di cui sopra, se il pagamento avverrà entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica.
3. Le persone preposte al rispetto del divieto di fumo che non ottemperino alle disposizioni di legge e del presente Regolamento sono ammesse a pagare, con effetto liberatorio, entro il termine di 60 giorni, la somma di € 400,00.
4. Gli studenti e i dipendenti della scuola che non osservino il divieto di fumo, in aggiunta alle sanzioni pecuniarie previste dalla legge e in osservanza al presente Regolamento, sono soggetti altresì a procedimento disciplinare secondo le modalità e le procedure previste rispettivamente dal Regolamento di Istituto e dalle norme in materia di cui al T.U.297/94 e al D.Lgs. 150/2009.

Art. 7 Procedura di accertamento

1. Nei casi di violazione del divieto, i soggetti di cui all'art. 5 procedono alla contestazione immediata compilando, in duplice copia, il verbale di cui all’allegato B. Una copia del verbale è consegnata direttamente al trasgressore maggiorenne mentre, se il trasgressore è minorenne essa è notificata (attraverso la segreteria alunni), a mano o con Raccomandata o con PEC, ai genitori o a chi esercita la potestà. La seconda copia del verbale deve essere conservata nell’apposito Registro dei Verbali.
2. In mancanza della contestazione personale al trasgressore maggiorenne, gli estremi della violazione devono essere notificati agli interessati entro il termine di 30 giorni dall'accertamento, mediante Raccomandata A/R o mediante posta elettronica certificata.
3. Ai sensi della normativa vigente, al personale dipendente dell'Istituzione scolastica, è vietata la riscossione diretta della sanzione amministrativa.

Art 8 Pagamento contravvenzioni

1. Ai sensi dell’art. 8 della legge 584/75, il trasgressore può provvedere, entro il termine perentorio di 15 giorni dalla data di contestazione o della notificazione, al pagamento del minimo della sanzione e cioè:

- € 27,50 per la violazione semplice;
- € 55,00 nel caso in cui la violazione è stata commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino ai 12 anni di età.

Il trasgressore è ammesso all’oblazione (art.16 della Legge 24/11/1981 n.689) se il versamento viene effettuato entro 60 giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione, nella misura di 1/3 del massimo o il doppio del minimo se più favorevole; in tale versamento devono essere incluse le spese di accertamento e notifica. Pertanto si dovrà versare la somma di:

- 55,00 euro nel caso di violazione semplice;
- 110,00 euro nel caso in cui la violazione è stata commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino ai 12 anni di età.

2. Il pagamento della sanzione amministrativa, da parte del trasgressore, può essere effettuato:

  • in banca, utilizzando il modello F23 (Agenzia delle Entrate), codice tributo 131T, e per l’ulteriore aumento del 10% stabilito dall’art.1, c.189, L. 311/2004, codice tributo 697T (istituito con risoluzione n. 6/E in data 10/01/2005 dell’Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Accertamento);
  • all’Ufficio Postale, tramite bollettino intestato alla TESORERIA PROVINCIALE DELLO STATO di Rimini, indicando come causale del versamento: Infrazione divieto di fumo – I.T.E.S. R. Valturio Rimini verbale n. ___ del ___;
  • direttamente alla TESORERIA PROVINCIALE DELLO STATO, indicando come causale del versamento: Infrazione divieto di fumo – ITES R. Valturio Rimini verbale n. ___ del ___.

3. L’interessato dovrà far pervenire, entro 60 giorni, a mano o per posta, la ricevuta del versamento alla Scuola, onde evitare l’inoltro del rapporto al Prefetto territorialmente competente.

Art. 9 Rapporto all’Autorità competente e scritti difensivi

1. Ai sensi e per gli effetti degli artt. 17 e 18 L.689/81, qualora non sia stato fatto il pagamento, il funzionario o l’agente che ha accertato la violazione deve presentare rapporto, con la prova delle eseguite contestazioni o notificazioni, all’ufficio periferico cui sono demandati attribuzioni e compiti del Ministero nella cui competenza rientra la materia alla quale si riferisce la violazione o, in mancanza, al Prefetto.
2. Entro il termine di trenta giorni dalla data della contestazione o notificazione della violazione, gli interessati possono far pervenire all’autorità competente a ricevere il rapporto a norma del citato art.17, scritti difensivi e documenti, e/o possono chiedere di essere sentiti dalla medesima autorità, a norma dell’articolo 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689. La produzione degli eventuali scritti difensivi non interrompe il decorso dei termini.

Art. 10 Norme finali

Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento è fatto rinvio alle disposizioni di legge vigenti. Il presente Regolamento è parte integrate del Regolamento di Istituto.

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REGOLAMENTO PER LA STIPULA DEI CONTRATTI DI SPONSORIZZAZIONE DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA

(Approvato dal Consiglio di Istituto con delibera n. 19/2013 del 6/12/2013)

Art. 1 Riferimenti normativi

1. Il presente regolamento è emanato ai sensi della normativa vigente e in particolare a:

- Legge 24.11.1981, n.689 art. 120 e seguenti;
- L. n. 241/1990 art. 11;
- Legge 31.12.1996, n.675 art. 13;
- D.Lgs. n.267 del 18.08.2000 art. 267;
- D.I. n.44 del 01.02.2001 art. 33 e art. 41;

Art. 2 Oggetto e Finalità

Il presente Regolamento, formulato nel rispetto del regolamento finanziario amministrativo del D.I. n.44 del 1 febbraio 2001 (art. 33 comma 2 e all’art. 41), disciplina le attività di sponsorizzazione da parte di terzi in occasione d’iniziative promosse, organizzate o gestite dall’Istituzione scolastica. Esso persegue lo scopo di realizzare le condizioni e gli strumenti normativi necessari per una corretta gestione dei contratti di sponsorizzazione nel rispetto dei criteri di efficienza, efficacia e trasparenza alla base del buon andamento e dell’imparzialità dell’operato della pubblica amministrazione oltreché realizzare maggiori economie di spesa per migliorare la qualità del servizio erogato.

Art.3 Definizioni

Ai fini del presente regolamento si assumono le seguenti definizioni:

a. “Sponsee”: l’I.T.E.S. “R. Valturio” quale titolare dei benefici derivanti dal contratto di sponsorizzazione;
b. “Sponsor”: ai sensi dell’art.119 del T.U. approvato con D.Lgs 18.08.2000, n.267, il soggetto privato (persona fisica o giuridica) o il soggetto pubblico che intende stipulare un contratto di sponsorizzazione con l’istituzione scolastica;
c. “Sponsorizzazione”: ogni contributo in beni o servizi, denaro o ogni altra utilità proveniente da terzi allo scopo di promuovere il loro nome, marchio, attività prodotte, messaggi, finalizzati a conseguire una proiezione positiva di ritorno e quindi un beneficio d’immagine;
d. “Contratto di sponsorizzazione”: contratto atipico, oneroso a prestazioni corrispettive, mediante il quale l’istituzione scolastica (sponsee) offre, nell’ambito di proprie iniziative, a un terzo (sponsor) che si obbliga a pagare un determinato corrispettivo, la possibilità di veicolare messaggi che promuovono il nome, il logo, il marchio, i prodotti, o altri contenuti concordati.
e. “Spazio pubblicitario”: lo spazio fisico/temporale/geografico o il supporto di veicolazione delle informazioni di volta in volta messe a disposizione dall’I.T.E.S. “R. Valturio” per la pubblicità dello sponsor.

Art.4 Procedure

1. La ricerca e l’individuazione dello sponsor possono avvenire mediante:

  • proposta spontanea;
  • pubblicità da parte dell’Istituzione scolastica dell’ iniziativa sottoposta a contratto di sponsorizzazione

2. L’offerta di sponsorizzazione, previa istruttoria dell’ufficio, è approvata dal Dirigente Scolastico.
3. La scelta dello Sponsor è effettuata per trattativa privata.

Art. 4 Individuazione e gestioni delle sponsorizzazioni

1. Tutte le iniziative, i progetti, le attività dell’amministrazione, non esclusi gli eventi a rilevanza artistico – culturale, possono essere soggetto di sponsorizzazione, anche plurime, da parte di terzi.
2. Il Dirigente Scolastico accoglie eventuali proposte anche da uno o più docenti, genitori, operatori ATA.
3. La gestione delle sponsorizzazioni sarà regolata da apposito contratto stipulato mediante scrittura privata.

Art. 5 Utilizzo dei proventi delle sponsorizzazioni

1. I proventi delle sponsorizzazioni sono finalizzati a migliorare la qualità dei servizi prestati o ad attivare forme di autofinanziamento, con cui provvedere all’acquisto di beni o di servizi o ancora a finanziarie quanto contenuto all’art.4 comma 1.
2. L’utilizzo di tali proventi è subordinato alla presentazione di un apposito progetto finanziario, proposto dal coordinatore dell’iniziativa e per questo sarà individuato un apposito capitolo di bilancio in entrata sul quale riversare le relative somme dei proventi stessi.

Art. 6 Diritto di rifiuto di sponsorizzazioni inaccettabili

1. Il Dirigente Scolastico, si riserva di rifiutare (o recedere) qualsiasi sponsorizzazione qualora:

  • ravvisi nel messaggio pubblicitario contenuti contrastanti con le finalità della scuola o con quanto enunciato nel Piano dell’Offerta Formativa;
  • ritenga possa derivare un conflitto d’interesse fra l’attività pubblica e quella privata dello Sponsor;
  • ravvisi nel messaggio pubblicitario un possibile pregiudizio o danno alla immagine della scuola o alle proprie iniziative;
  • la reputi inaccettabile per motivi di opportunità generale.

2. Sono in ogni caso escluse sponsorizzazioni riguardanti:

  • propaganda di natura politica, sindacale, filosofica o religiosa;
  • pubblicità diretta o collegata alla produzione di tabacco, prodotti alcolici, armi, materiale a sfondo sessuale e/o pornografico;
  • messaggi offensivi, incluse espressioni di fanatismo, razzismo, odio o minaccia.

Art. 7 Gestione operativa

La gestione operativa, contrattuale e legale delle sponsorizzazioni è affidata al Dirigente Scolastico, che la esercita nei modi precisati dal presente Regolamento, informando periodicamente il Consiglio di Istituto.

Art. 8 Trattamento dei dati personali

1. I dati personali raccolti in applicazione del presente Regolamento saranno trattati esclusivamente per le finalità dallo stesso previste. I singoli interessati hanno facoltà di esercitare i diritti loro riconosciuti dall’art.13 della legge 31.12.1996, n.675 e successive modificazioni.
2. Titolare del trattamento è l’istituzione scolastica in persona del suo Dirigente Scolastico pro tempore, che può nominare uno o più responsabili del trattamento in conformità alla legge sopracitata.
3. I dati saranno trattati in conformità alle norme vigenti, sia dagli operatori della scuola, sia dagli addetti incaricati dallo Sponsor.

Art. 9 Aspetti fiscali

1. Le prestazioni oggetto dei contratti di sponsorizzazione disciplinati dal presente Regolamento sono assoggettate alle vigenti disposizioni in materia fiscale.
2. Trovano, altresì, applicazione le norme sui tributi locali, alla cui applicazione il presente Regolamento fa rinvio, salvo motivata deroga in relazione alla natura della prestazione resa a favore dell’autonomia scolastica.

Art. 10 Rinvio

Per quanto non esplicitamente previsto con il presente Regolamento, si fa rinvio alla normativa vigente. Il presente Regolamento è parte integrante del Regolamento di Istituto.

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REGOLAMENTO COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO

(Approvato dal Consiglio di Istituto con delibera n. 21/2013 del 6/12/2013)

Art. 1 Costituzione e natura giuridica del Comitato Tecnico-Scientifico

È costituito il Comitato Tecnico-Scientifico (CTS) dell’I.T.E.S. “R. Valturio” di Rimini. Il CTS opera in conformità a quanto previsto dall’art.5, comma 3 del DPR 88/10 (“Regolamento per il riordino degli Istituti Tecnici) e nell’ambito dell’autonomia scolastica di cui al DPR 275 del 1999. Il CTS è l’organismo propositivo e di consulenza dell'Istituto, esprime pareri obbligatori e non vincolanti in merito a quanto indicato dall’art.5. Esso agisce a supporto e in stretta collaborazione con gli altri organismi dell’Istituto (Collegio dei Docenti e Consiglio di Istituto) e opera secondo le regole generali della Pubblica Amministrazione.

Art. 2 Composizione e nomina del CTS

Il CTS è composto dal Dirigente Scolastico pro tempore e, di norma, da n. 4 membri interni all’Istituto e n. 4 membri rappresentativi esterni.
I membri interni sono nominati dal Dirigente Scolastico su indicazione del Collegio dei Docenti, in modo da assicurare, in particolare, la rappresentanza delle discipline d’indirizzo.
I membri rappresentativi esterni sono scelti e nominati dal Dirigente Scolastico fra i maggiori esponenti nel territorio Riminese del mondo del lavoro, dell’impresa, delle associazioni di categoria e delle amministrazioni pubbliche.
I membri del CTS durano in carica due anni; nel caso di decadenza di un membro, il Dirigente Scolastico procede a nuova nomina, con le stesse modalità del presente articolo.
Il CTS è presieduto dal Dirigente Scolastico o, in sua assenza, da un suo delegato.

Art. 3 Competenze e finalità del Comitato Tecnico-Scientifico

Il CTS esercita una funzione consultiva generale in ordine all'attività di programmazione, all’innovazione formativa e didattica dell'Istituto, formulando proposte e pareri, al Collegio dei Docenti e al Consiglio d'Istituto, coerenti con il P.O.F. della scuola, in rapporto alle istanze provenienti dal mondo del lavoro, dell’impresa e delle amministrazioni pubbliche. Il Comitato può esprimere parere su ogni altra questione che sia sottoposta dal presidente o dai suoi componenti. In particolare, il Comitato:
- formula proposte e pareri in ordine all’utilizzazione degli spazi di flessibilità e dell’autonomia previsti dal nuovo ordinamento degli Istituti Tecnici;
- avanza proposte riguardo all’attivazione, all’organizzazione e all’aggiornamento degli indirizzi di studio e delle loro eventuali articolazioni;
- svolge funzioni di consulenza e di raccordo con la realtà del territorio per le attività organizzate dalla scuola in relazione a stage, alternanza scuola-lavoro, progetti di orientamento, fabbisogni professionali del sistema produttivo locale, reperimento contributi per i laboratori e le attrezzature;
- contribuisce all’autovalutazione dell’Istituto in relazione alle predette attività.

Art. 4 Modalità di funzionamento e di decisione del CTS

Le decisioni del CTS sono assunte con maggioranza semplice e prevalenza del voto del presidente in caso di parità. Le funzioni di segretario verbalizzante sono attribuite dal presidente a uno fra i membri interni.
Il CTS si riunisce di norma due volte l'anno e quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti.
Possono essere chiamati a partecipare alle riunioni del CTS, a titolo consultivo, docenti, specialisti ed esperti di cui si dovesse ravvisare l’opportunità.
Ai sensi del citato DPR 88.2010 ai membri del comitato non spettano compensi ad alcun titolo.

Art. 5 Disposizioni finali

Il presente Regolamento è deliberato dal Consiglio di Istituto e assunto dal Comitato tecnico-scientifico. Eventuali variazioni al presente Regolamento saranno proposte dal CTS e deliberate dal Consiglio di Istituto.
Il presente Regolamento è parte integrate del Regolamento di Istituto.

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