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GLI STUDENTI DEL VALTURIO IN BARCA A VELA

studenti e vela

Noi ragazzi della classe 1 G dell’Istituto “R. Valturio” siamo quegli alunni privilegiati che partecipano alla sezione sperimentale dedicata all’ambiente e allo sport.
Uno dei progetti principali di questa sperimentazione è lo studio del mare, inteso come argomento di indagine, ma anche come sport, divertimento e svago. Nei giorni scorsi un esperto è venuto in classe per illustrarci i fenomeni della vita marina, dei venti e delle barche a vela; epilogo di questa interessante e coinvolgente lezione è stata l'uscita in barca a vela, in una frizzante mattina d'autunno.
Fino all'ultimo momento non sapevamo se l'uscita prevista fosse confermata, in quanto il tempo nei giorni precedenti quello fissato, era stato piuttosto variabile.
Quando finalmente la professoressa Amati ci ha confermato il tutto, il nostro entusiasmo è arrivato alle stelle.
Ogni gruppo (cinque in tutto) era accompagnato da un professore o dalla preside. E indovinate chi ha avuto la preside a bordo? Il mio gruppo! E comunque dobbiamo proprio dire che il suo spirito goliardico ci ha proprio stupiti, è stata per noi una simpatica rivelazione!
Man mano che ci inoltravamo nel mare le case e la riva diventavano sempre più piccole e lontane, fino a divenire un imperscrutabile insieme di diversi colori.
Tutto intorno era silenzioso e piatto, le nuvole si spostavano insieme a noi dipingendo il cielo in tonalità diverse, il silenzio intorno a noi era coinvolgente.
Ogni barca seguiva una rotta differente vivendo la sua esperienza particolare, chi andando verso il largo e chi invece costeggiando la costa, godendone l’avvicendarsi del paesaggio.
Il tempo in mezzo al mare era leggermente più scuro e si sentiva odore di pioggia, si era alzato il vento e il mare tendeva ad incresparsi sempre più, così abbiamo spiegato le vele e spento il motore. “Cazza la randa”, “Stramba”, “Vento in poppa” “Virareeeee”…ma cosa stiamo dicendo?! Quasi ci veniva da ridere, invece sono i termini tecnici della vela, che lo skipper (il proprietario nonché comandante della nave) cercava di insegnarci durante le manovre.
Dopo che il capitano ci ha spiegato come muovere il timone e quale fosse 'la strada' da seguire ogni membro dell'equipaggio ha avuto la possibilità di provare a guidare l'imbarcazione.
Le onde facevano muovere la barca e qualche brivido ci scendeva lungo la schiena per la paura di ribaltarci, come quando Matteo era al timone e per una manovra azzardata la barca si è molto inclinata e la Preside ha urlato spaventata!
Come si possono trattenere le risa?!
L’onda lunga, comunque, ha mietuto le sue vittime, qualcuno dei ragazzi non si è sentito troppo bene e anche sulla nostra barca lo stomaco ne ha risentito parecchio!
Chiaramente Alberto Guarino, il mio compagno di penna, ha riso tutto il tempo intrattenendo i compagni e siamo tutti stupiti del fatto che non abbia fatto affogare nessuno, nonostante alcune testimonianze riferiscano che voleva portare la barca sugli scogli.
Abbiamo poi tentato l'ancoraggio, molto più semplice rispetto a quello che siamo costretti a fare quando usciamo con il pedalò tra amici.
Tutti i proprietari sono stati molto simpatici e disponibili, hanno provato a spiegarci, con semplici parole, evitando il linguaggio troppo tecnico, salvo i termini più buffi e “strambi”, la vita del marinaio, le difficoltà di quando si incontra il mare in burrasca, ma anche quanto il mare possa far divertire, se rispettato nella giusta misura e possa farti sentire libero in mezzo alla sua immensità.
Ci hanno poi offerto la merenda, e naturalmente da ragazzi così ben educati, non abbiamo certo rifiutato.
Nel rientrare, verso le ore 12:00, la nostra adrenalina è andata scemando, ci rendeva tristi il fatto di avere già concluso un'esperienza così emozionante.
Siamo saliti sul molo con il sorriso sulle labbra, entusiasti di confrontare le nostre esperienze e sensazioni, certi che quei momenti rimarranno nei nostri ricordi più preziosi.
studenti e vela
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